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mercoledì, 25 giugno 2008
Eucarestia

L'Eucaristia è il nostro tesoro più bello. È il sacramento per eccellenza; essa ci introduce maggiormente nella vita eterna, contiene tutti i misteri della nostra salvezza, è la fonte e il culmine dell'azione e della vita della Chiesa, come ricorda il Concilio Vaticano ii (Sacrosanctum Concilium, n. 8).

La partecipazione all'Eucaristia non allontana dunque dai nostri contemporanei, al contrario, poiché essa è l'espressione per eccellenza dell'amore di Dio, ci invita a impegnarci con tutti i nostri fratelli per affrontare le sfide presenti e per fare della terra un luogo in cui si vive bene.

L'ultima cena è il luogo della Chiesa nascente, il grembo che contiene la Chiesa di ogni tempo. Nell'Eucaristia il sacrificio di Cristo viene costantemente rinnovato, la Pentecoste viene costantemente rinnovata. Possiate tutti voi diventare sempre più consapevoli dell'importanza dell'Eucaristia domenicale, perché la domenica, il primo giorno della settimana, è il giorno in cui onoriamo Cristo, il giorno in cui riceviamo la forza per vivere quotidianamente il dono di Dio!

La ricezione dell'Eucaristia, l'adorazione del Santissimo Sacramento — con ciò intendiamo approfondire la nostra comunione, prepararci a essa e prolungarla — significa consentire a noi stessi di entrare in comunione con Cristo, e attraverso di lui con tutta la Trinità, per diventare ciò che riceviamo e per vivere in comunione con la Chiesa. È ricevendo il Corpo di Cristo che riceviamo la forza «dell'unità con Dio e con gli altri» 

È mistero di alleanza. «Le preghiere e i riti del sacrificio eucaristico fanno continuamente rivivere davanti agli occhi della nostra anima, nel corso del ciclo liturgico, tutta la storia della salvezza, e ci fanno penetrare sempre più il suo significato» (Edith Stein)

Stralci dall'intervento del Papa alla messa conclusiva del Congresso eucaristico internazionale a Québec

Postato da: dontotore a 06:59 | link | commenti (1)
spiritualitĂ 

lunedì, 23 giugno 2008
La testimonianza di Suor Ji

Come testimoniare l'amore di Gesù?

1) in Parole: affermare senza timori e indugi la propria identità

2) In Fatti: realizzare gesti d'amore che rendono vere le nostre parole

Suor Ji, che insieme a numerose altre religiose coordinate da Jinde Charities ha portato aiuto ai terremotati del Si Chuan, scrive nel suo diario: “Oggi 2 giugno, cielo sereno. Come ogni giorno aiutiamo gli anziani e i feriti a pulirsi, a tagliare i capelli, fare la barba. Con 45 gradi di temperatura rischiano un colpo di sole e di veder peggiorare le ferite. Abbiamo notato un giovane che non aveva mai ricevuto nessuna visita. Abbiamo cercato di parlare con lui da giorni, inutilmente. Oggi improvvisamente mi ha chiamata e mi ha detto: ‘Sorella, i miei sono cattolici, nuovi battezzati. Sono disperati a causa mia, perché ho trenta anni, sono quasi un delinquente, ho combinato di tutto tranne le cose giuste. Il terremoto e il vostro esempio mi hanno fatto capire che ho sbagliato, voglio cambiare. Ho ancora speranza? Possono ancora avere la fiducia dei miei?’.

Io ho subito risposto: ‘Certo, il Signore è buono e accoglie tutti, soprattutto quelli che tornano a Lui come il figlio prodigo’. Con le altre suore facciamo a turno per tenergli alto il morale, cercando anche i suoi familiari. Durante la condivisione e la preghiera serale della nostra piccola comunità, abbiamo avuto la conferma che dove c’è l'Amore del Signore è presente il Signore stesso, che trasforma la gente interiormente”. (testimonianza tratta da Agenzia Fides)

Postato da: dontotore a 09:50 | link | commenti
testimonianze, spiritualitĂ 

martedì, 17 giugno 2008
L’Associazione De Caro a Madrid

DSCF1398Dopo Londra nel 2007, l’Associazione De Caro ha fatto il bis ed ha organizzato una quattro giorni a Madrid.
Sedici i partecipanti che hanno costituito un bel gruppo, allegro, affiatato, mai stanco di girare e di vedere.
Il programma, infatti, che Anna Maria e Giuseppe avevano preparato era ben nutrito di visite, passeggiate, escursioni, … insomma una vacanza tutt’altro che rilassante.
Ci imbarchiamo giovedì 29 maggio da Capodichino con Alitalia ed atterriamo all’aeroporto di Barajas, che dista 16 km da Madrid.
In metro arriviamo all’ hotel Rafael in corso Mendez Alvaro, adiacente alla stazione Atocha (luogo dell’attentato terroristico di qualche anno fa).
Dopo la sistemazione nelle stanze inizia il nostro tour nel centro antico.
Piazza Puerta del Sol, cuore della città, è la prima tappa che attraverso Calle del Arenal ci porterà, passando per il Teatro dell’Opera, a Palazzo Reale. Qui abbiamo visitato le sale ricche di storia e …di polvere, l’antica farmacia e la cattedrale di Nostra Signora dell’Almudena, consacrata da Giovanni Paolo II nel ’93. La tappa successiva è stata Plaza Mayor che conserva tutto il fascino di un tempo, con caffè e ristorantini tipici.
La serata ci ha visti cenare nella caratteristica Plaza de Santa Ana, in una delle famose cervecerìas di Madrid, a base di jamon serrano, tortillas e sangrìa.
Il secondo giorno, ripartendo da Plaza del Sol, e precisamente dalla targa del Kilometre zero, dal quale vengono calcolatele distanze stradali, ci siamo diretti lungo Calle de Alcalà, fiancheggiata da bei palazzi neoclassici, verso Plaza de Cibeles e Plaza da la Independencia, dove si trova un altro dei simboli della città, la Puerta de Alcalà, ed ancora la Gran Via, con i suoi negozi, i cinema, le banche, e dietro i quali si apre una stretta trama di stradine dei vecchi barrios.
Al pomeriggio non potevamancare una visita all’Hard Rock Cafè (tappa obbligatoria dei nostri viaggi) e, per la gioia dei ragazzi, allo stadio Santiago Bernabeu, il cui tour prevedeva la visita alla tribuna d’onore, agli spogliatoi, alla panchina del mister, alla sala stampa, al museo interno, ricco di coppe e di foto.
Le ultime ore della giornata sono state trascorse al Museo del Prado, dove spiccano la pittura italiana (Raffaello, Mantegna, Correggio, Tiziano, Tintoretto) e i maestri spagnoli e fiamminghi (El Greco, Velazquez, Goya, Rubens).
E per chiudere la giornata tutti a mangiare la paella in un ristorantino tipico.
Sabato, ci siamo spostati a Toledo (mezz’ora di treno, comodissimo) dove si ha l'impressione di essere tornati al medioevo nella antica capitale spagnola. Bellissima per la posizione della città, circondata per 3 lati dal fiume Tajo, e per le sue opere artistiche dove emerge in modo considerevole l'imponente Cattedrale da visitare assolutamente, sia per il tesoro che per il bellissimo quadro di El Greco, l'"Espolio", oltre che per la vastità del sue navate.
Ma tutto il dedalo di vie della città è da scoprire, con le sue componenti arabe, cristiane e ebree, splendidamente amalgamate fra loro, girando attorno all'Alcazar, al Museo di Santa Cruz, alla casa di El Greco.
 
 L’ultima sera di movida madrilena (il termine fu coniato proprio qui a cavallo degli anni 80 ed esprime bene l’esplosione vitale di un popolo che finalmente, dopo i quarant’anni di franchismo, tornava libero e si riversava in centinaia di locali pieni di musica e di fumo a parlare e a ballare) è stata trascorsa, al ritmo di musica spagnola, a Villa Rosa, un caratteristico locale dove Pedro Almodovar ha girato alcuni suoi film,.
Domenica abbiamo ascoltato in uno spagnolo comprensibilissimo la Santa Messa, nella Cattedrale di San Geronimo, di fronte al museo Del Prado e il pranzo nell’adiacente e vasto Parco del Retiro.
E poi ancora in metro fino all’aeroporto e in volo fino a Napoli, dove ci siamo fermati a cenare con una zuppa di cozze in un tipico locale questa volta tutto "napoletano".
Ancora una volta un viaggio all’insegna della cultura, della scoperta di posti nuovi e del sano divertimento organizzato dall’Associazione De Caro.
Ad Maiora!

Postato da: dontotore a 06:55 | link | commenti
viaggi, gruppo pompa

venerdì, 13 giugno 2008
La caduta di Gerico

gerico2Gerico è considerata la città più antica del mondo ed era la porta di accesso alla terra promessa ai tempi di Giosuè. La bibbia racconta che questa città è conquistata non con la forza delle armi ma con il suono delle trombe sacerdotali che fanno crollare le mura della città .

In realtà, secondo gli archeologi, Gerico in quel periodo storico era già distrutta e la rilettura teologica dello scrittore bibblico vuole sottolineare che Gerico, l'ostacolo del popolo ebreo per l'entrata nella terra promessa, non cade con la forza delle armi di Israele, ma per dono divino.

Per Origene, la città che Giosuè conquistò è il simbolo del mondo idolatra, e diremmo oggi della cultura della menzonga le cui mura di illusione e di orgoglio crollano di fronte alle trombe del Vangelo proclamato da Gesù. per i Padri della chiesa Giosuè rapresenta Gesù come la successione di Giosuè a Mosè prepara la successione del Vangelo alla Legge.

Le mura di Gerico possono rappresentare anche la morte che è stata distrutta dalla resurrezione del Cristo: San Paolo in 1 Cor 15, 52 e 1 Ts 4, 16 afferma che al suono della tromba coloro che sono morti in Cristo, risorgeranno: Egli stesso al suono della tromba discenderà dal cielo

Anche nella liturgia ebraica delle capanne la caduta di Gerico simboleggia la distruzione del male. La settupla processione attorno all’altare al canto dell’Osanna evocava la presa di Gerico, come indica il Talmud. Coloro che partecipavano alla cerimonia portavano in mano delle palme e Gerico è conosciuta proprio come città delle palme.

Il simbolismo della caduta di gerico ha un significato: 

Esistenziale: prefigura la sconfitta dei miei peccati e la venuta del regno di Dio in me.

Ecclesiologico: richiama l'ingresso nella vita di Grazia attraverso il Battesimo

Escatologico: simboleggia la caduta della morte e l'entrata in Paradiso

E cosa rappresenta Raab la prostituta che aiutò gli ebrei?.

Lei e tutta la sua famiglia si salvò, fu risparmiata dalla distruzione perchè credette e accolse gli esploratori ebrei.. A salvarla fu una cordicella di color scarlatto appesa alla finestra . Raab rappresenta l'umanità che accoglie la Parola e la cordicella richiama il sangue di Cristo attraverso cui viene salvata

Cosa significa ciò per la mia vita?

La lotta contro gerico è la lotta contro il male,ma come farla?. Origene ancora ci viene in soccorso: " Fai risuonare questa tromba, ossia fai risuonare i salmi , gli inni e i cantici spirituali, fai risuonare i simbolismi dei profeti, i misteri della legge e dottrina degli apostoli.".

Cioè la vita di grazia e sacramentale sono le trombe che fan crollare il nostro egoismo, orgoglio peccato e ci introducono nella Pace che già ci è stata donata dal Sangue di Cristo.

Postato da: dontotore a 12:25 | link | commenti (4)
bibbia

mercoledì, 11 giugno 2008
La Deisis

DeisisNelle icone della tradizione ortodossa troviamo spesso Gesù seduto in trono tra Maria e Gioavanni Battista. E' un tema iconografico bizantino chiamato la Deisis che significa "supplica".

Entrambi sono in atteggiamento orante, supplici: nelle loro mani sono i bisogni e le attese di tutti gli uomini e le offrono a Cristo, che benedice tutti noi e offre la Sua Parola di Vita.

Maria e Giovanni sono associati perchè entrambi hanno fatto conoscere il Cristo: Maria lo ha fatto nascere il Battista lo ha indicato come l'Agnello di Dio.

Al centro domina la figura di Cristo glorioso seduto in trono: E' Lui il riferimento ultimo, l'alfa e l'omega, Il Re dei re, il Signore della storia e della Terra.

A volte anche altri santi entrano nella scena ad esempio nelle iconostasi bizantine per esprimere l'attegiamento di intercessone dei santi in favore di tutti gli uomini. Cristo non è mai solo è sempre con il suo corpo che è la chiesa: il mistero della incarnazione ha reso redentore e redenti inseparabili.

La Deisis è l'immagine della chiesa nella sua realtà escatologica che lega chiesa pellegrinante sulla terra alla chiesa trionfante nei cieli.

Postato da: dontotore a 12:10 | link | commenti
religione, icone

domenica, 08 giugno 2008
Una serata all’opera di Vienna

VIENNVienna, città imperiale, dalle antiche vestigia asburgiche, con i suoi monumentali palazzi, ci accoglie nel tepore primaverile.

Elegante, colta ma anche dinamica, moderna, accogliente.

Un tuffo nel centro del potere dei sovrani austriaci con le visite all’Hofburg, il Palazzo Imperiale, al castello di Elisabetta (la famosa ed inquieta Sissi), ai Belvedere Superiore ed Inferiore.

Un’immersione nella pittura del XV e XVI secolo, esposta al Museo di storia dell’arte; sicuramente da non perdere le sale di Tiziano, Raffaello, Tintoretto, Mantegna, Perugino, che esaltano il nostro orgoglio nazionale.

La Stephansplatz, cuore della città, è dominata dalle guglie gotiche della cattedrale di Santo Stefano, in contrasto (non spiacevole) con la mole curvilinea della Haas-Haus, modernissima costruzione a specchio.

Ma il ricordo, forse più indelebile, che ci resterà del nostro tour a Vienna, è stata la serata trascorsa alla Staatsoper , l’imponente teatro dell’opera di Vienna, tempio della lirica, dove hanno diretto alcuni tra i migliori direttori d’orchestra del mondo, Karajan, Maazel, Abbado, per citarne alcuni.

Un’insperata fortuna (i biglietti erano prenotati da mesi) ci fa trovare tre posti in un palco proprio sopra il palcoscenico.

Tra tanti eleganti viennesi, noto tanti giovani stranieri, molti asiatici, vestiti casual, che non hanno esitato a pagare il pur non economico biglietto, ma estasiati dalla musica e dalle parole che, al posto del libretto, scorrono in lingua inglese, su piccoli display posti davanti ad ogni poltrona.

E’ di scena "La Traviata" di Verdi, diretta dal maestro Palumbo.

Opera italiana, autore italiano, direttore italiano (aumenta il nostro orgoglio nazionale).

Già la struttura del teatro è un’opera d’arte, la musica di Verdi fa il resto.

Struggenti le arie di Violetta ed Alfredo che ci fanno commuovere (me ed Agnese). Anche Gerardo, in un primo tempo restìo, si lascia appassionare e segue con piacere.

Da non perdere, dunque, una serata all’opera, per chi si reca a Vienna. Così come da non perdere è un salto al Cafè Sacher, alle spalle del teatro, dove si degusta una deliziosa fetta di Sacher con un ottimo cappuccino.

A.M.G.

Postato da: dontotore a 21:05 | link | commenti (1)
viaggi

giovedì, 22 maggio 2008
Elena says

Gesu"tu sei l'uomo senza tempo, ma sei anche nel mio tempo e sei venuto a cercarmi lasciando il tuo orizzonte eterno e infinito per costringerti a vivere in me, nel mio piccolo mondo che tu creasti vedendolo già compiuto col tuo sgurdo che penetra i secoli e le azioni dell'uomo... Ti sei precipitato dalle tue vette alle mie bassezze e Ti sei annichilito entrando in un piccolo pane per non lasciarmi solo... Ti sei innamorato della Tua creazione sfidando la storia, il tempo e lo spazio. Ti sei dimostrato dio, il mio Dio." Un Dio paradosso, "affascinante e raccapricciante" al di là del bene e del male; non antropomorfico o trascendente... ma pura presenza d'amore.
Elena

Postato da: dontotore a 10:12 | link | commenti
testimonianze

mercoledì, 21 maggio 2008
Pranzo GP sul terrazzo

pranzo

Postato da: dontotore a 12:13 | link | commenti (1)
gruppo pompa

domenica, 18 maggio 2008
La TrinitĂ 

trinitĂ 

Postato da: dontotore a 09:33 | link | commenti (2)
spiritualitĂ 

venerdì, 16 maggio 2008
Torre di Avorio

torre d

Postato da: dontotore a 13:37 | link | commenti (1)
simboli, madonna, spiritualitĂ